http://www.maratoninasanmartino.com/
Il 6 novembre 2011 Cantina del Terraglio ha partecipato alla Maratonina di San Martino a Paese (TV) presso gli stand allestiti al BHR hotel con i prodotti tipici stagionali.
Poco meno di un migliaio gli atleti attesi lungo i 21,097 km della mezza maratona: circa 850 gli iscritti (il termine era fissato per giovedì alle 22), superando il precedente primato di 650 stabilito nel 2010.
Fra i nomi più importanti, sono annunciati l'azzurro Angelo Iannelli, Paolo Sandali, il keniano Mathew Rugut, il ruandese Eric Sebahire e il marocchino Benazzouz Slimani (vincitore dell'edizione 2009). Fra le donne, saranno allo start invece Michela Zanatta, Giovanna Ricotta (a segno nel 2009 e seconda lo scorso anno) e Paola Mariotti. La manifestazione scatterà domani, alle 9.30, dal Bhr Hotel di Quinto, mentre l'arrivo dei migliori è previsto alle 10.30 a Paese (viale Panizza).
La gara, promossa Atletica Quinto Mastella e Gs Dinamis, attraverserà le frazioni di Padernello, Porcellengo e Castagnole.
Ma interessati sono anche i territori comunali di Quinto e Istrana. La Maratonina di San Martino, chiamata così in onore del patrono di Paese, avrà valore anche di campionato provinciale Fidal e regionale Csi. Il deus ex machina è Roberto Vanin, che in cuor suo sogna di ospitare in futuro un campionato italiano.
Foto Evento
CANTINA DEL TERRAGLIO è FRUTTO DELLA PASSIONE PER LA TERRA TREVIGIANA, PER I SUOI LUOGHI CARICHI DI STORIA E I SUOI PROFUMI CHE, DALLA CAMPAGNA, TRA SIEPI E CORSI D'ACQUA ARRIVANO ALLE VOSTRE TAVOLE CON UN VINO CHE RISVEGLIA I SENSI E RICHIAMA ALLA TRADIZIONE VENETA.
domenica 27 novembre 2011
lunedì 21 novembre 2011
WINE BENEFITS
Moderate consumption of red wine on a regular basis may be a preventative against coronary disease and some forms of cancer. The chemical components thought to be responsible are catechins, also known as flavonoids and related to tannins . Catechins are believed to function as anti-oxidants, preventing molecules known as "free-radicals" from doing cellular damage. One particular form of flavonoid, called oligomeric procyanidin, recently proved to prevent hardening of the arteries.
There are also compounds in grapes and wine (especially red wine, grape juice, dark beers and tea, but absent in white wine, light beers and spirits) called resveratrol and quercetin. Clinical and statistical evidence and laboratory studies have shown these may boost the immune system, block cancer formation, and possibly protect against heart disease and even prolong life.
One recent study, published in the 2004 year-end edition of the American Journal of Physiology, indicates that resveratrol also inhibits formation of a protein that produces a condition called cardio fibrosis, which reduces the heart's pumping efficiency when it is needed most, at times of stress. More evidence suggests that wine dilates the small blood vessels and helps to prevent angina and clotting. The alcohol in wine additionally helps balance cholesterol towards the good type.
http://www.winepros.org/wine101/wine-health.htm
venerdì 18 novembre 2011
IL RADICCHIO DI TREVISO PRECOCE E TARDIVO
RADICCHIO ROSSO DI TREVISO PRECOCE
Passata la grande calura estiva, nei campi, le verdi foglie del radicchio vengono dolcemente raggruppate e legate per permettere che il cuore, "al buio", sviluppi nuove foglie che, a partire dal mese di settembre, si mostreranno di colore rosso intenso.
Toilettato, lavato, il Radicchio Rosso di Treviso Precoce si presenta di buona croccantezza, moderatamente amaro, adatto a molteplici usi, sia cotto che crudo.
SAPORE:
foglie di sapore leggermente amarognolo e di consistenza mediamente croccante.
CARATTERISTICHE:
cespo voluminoso, allungato, ben chiuso, corredato da modesta porzione di radice.
COLORE:
foglie caratterizzate da una nervatura principale molto accentuata, di colore bianco che si dirama in molte piccole penninervie nel rosso intendo del lembo fogliare notevolmente sviluppato.
RADICCHIO ROSSO DI TREVISO TARDIVO
A novembre, dopo che la campagna abbia "subito" almeno due brinate, è il tempo di raccogliere il Radicchio Rosso di Treviso Tardivo.
Il padre di tutti i radicchi del Veneto non è però ancora pronto per raggiungere le tavole dei suoi innumerevoli estimatori.
Sarà l'acqua di risorgiva e la mano esperta dei produttori a consentirgli di esprimere, nel giro di alcune settimane, tutta la sua bellezza, la sua croccantezza, il suo gusto inconfondibile, la gioia dei palati più raffinati.
SAPORE
costola dorsale di sapore gradevolmente amarognolo e croccante nella consistenza.
COLORE
lembo fogliare rosso vinoso intenso con nervature secondarie appena accennate; costola dorsale (nervatura principale) bianca.
CARATTERISTICHE TECNICHE
germogli regolari, uniformi, e dotati di buona compattezza; foglie serrate, avvolgenti che tendono a chiudere il cespo nella parte apicale; cespo corredato di una porzione di radice fittonante perfettamente tolilettata e di lunghezza proporzionale alla dimensione del cespo, comunque non superiore a 6 cm.
radicchio di Treviso
Numersi sono i soci della Cantina del Terraglio che producono questo particolare fiore invernale, presso il nostro spaccio aziendale puoi trovare il radicchio rosso di Treviso IGP sia precoce che tardivo proveniente dal nostro territorio che si trova tra Venezia e Treviso.
Many partners of our Winery (Cantina del Terraglio) produce this particular winter flower, in our business shop you can find the red chicory of Treviso IGP both precocious and late coming from our territory beetween Venice and Treviso.
Radicchio: dove, come, quando
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venerdì 28 ottobre 2011
Castagnata a Preganziol: Castagne e Vin Novo
Il 30 Ottobre 2011 a Preganziol avete potuto degustare il nostro Torbolino presso gli stand della Castagnata.
Ringraziamo la pro loco di Preganziol e l'impegno sociale che la caratterizza.
I fondi della Lotteria effettuata durante la Castagnata sono stati devoluti ad un centro per disabili del comune di Preganziol (Casa Codato).
Arrivederci alla prossima iniziativa!
venerdì 21 ottobre 2011
il Torbolino
Torbolino is a wine quite fermented, cloudy, whit yellow colour. Delicate scents of flowers. Usually you can taste this wine from October to November. To drink a glass of Torbolino in Venice Bacaro (typical bar) you must ask to the bartender "un' ombra de Torbolin" (a shadow: a glass of Torbolino) and you taste this delicate autumn fruits.
In Venice the Torbolino is drunk as an aperitif, alone or with the typical Venetian appetizers.
il rito del Torbolino
Il Torbolino è un vino non del tutto fermentato, torbido, di color giallo paglierino poco intenso. Ha profumi delicati di fiori. Di solito lo si trova da ottobre fino a novembre. Per berne un bicchiere si deve chiedere al barista un’ombra de torbolin e lui da una bottiglia anonimo verserà questa delicata primizia autunnale. A Venezia il Torbolino si beve come aperitivo da solo oppure con i tipici antipasti veneziani.
Poiché il Torbolino è ricco di lieviti e di zuccheri non svolti in alcol ha sempre un gusto spiccatamente amabile e proprio per questo motivo si accompagna secondo la tradizione con le castagne.Puoi trovare il Torbolino presso Cantina del Terraglio, creato dalle uve bianche dei nostri soci.
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martedì 18 ottobre 2011
Caldarroste
Con l’arrivo dell’autunno, tornano a deliziarci, sulle nostre tavole, le castagne: uno dei modi più ghiotti per gustarle, è preparare le caldarroste, cuocendole cioè lentamente sul fuoco all’interno di una padella bucherellata.
Preparare un bel cartoccio di caldarroste sembra un’operazione facilissima, ma in realtà dietro ad una buona castagna arrostita c’è un mondo di piccoli segreti e di trucchi che non tutti conoscono e che fanno la differenza.
Preparazione
Partiamo dal presupposto che mai, purtroppo, sul fornello di casa nostra potremo cucinare delle caldarroste buone come dal venditore all’angolo della via, a meno di non disporre di un caminetto a legna o di una brace; esistono però alcuni consigli e piccoli suggerimenti, che ci possono permettere di ottenere ottime caldarroste senza carbonizzare questo ghiotto frutto e di gustarlo in tutta la sua bontà.
Anzitutto dovrete procurarvi delle castagne più o meno della stessa dimensione e sceglierle una ad una per accertarvi che siano integre e senza alcuna macchia o buco, poi con un coltellino appuntito e affilato, dovrete intaccarne la superficie praticando un taglio di circa 3-4 cm di lunghezza fino ad arrivare alla polpa.
La pentola migliore per cuocere le castagne è la padella bucherellata, però attenzione: se la userete sul fornello a gas rischierete di bruciare la parte esterna prima di averle cotte all’interno, quindi sarà meglio porre sotto alla padella uno spargifiamma, di quelli usati per non fare bruciare sul fondo creme e budini.
Mettete tutte le castagne nella padella e fatele arrostire a fuoco dolce, girandole spesso per cucinarle omogeneamente; a cottura avvenuta toglietele dalla padella e ponetele in un contenitore, meglio se traspirante.
Un trucco per ottenere delle buone caldarroste, da noi provato direttamente, è quello di bagnare un sacchetto di carta (quello del pane andrà bene) e di ricoprirci le castagne in cottura, facendo attenzione che non si asciughi, poichè brucerebbe.
Durante la cottura quindi, bagnatelo di frequente: questo permetterà alle caldarroste di cuocere mantenendo parte della loro umidità, e rimanendo così, più morbide.
Qualcuno usa bagnare le castagne con il vino qualche istante prima del termine della cottura, altri invece le salano leggermente; quello che invece andrebbe fatto, perché sia più facile sbucciarle, è di avvolgerle ancora calde per qualche minuto in un canovaccio inumidito.Provate e vedrete che la buccia verrà via con estrema facilità.
da http://ricette.giallozafferano.it
Caldarroste da abbinare ad un bicchiere di Torbolino (vino nuovo), il primo vino che si può degustare poco dopo la fine della vendemmia.
Preparare un bel cartoccio di caldarroste sembra un’operazione facilissima, ma in realtà dietro ad una buona castagna arrostita c’è un mondo di piccoli segreti e di trucchi che non tutti conoscono e che fanno la differenza.
Preparazione
Partiamo dal presupposto che mai, purtroppo, sul fornello di casa nostra potremo cucinare delle caldarroste buone come dal venditore all’angolo della via, a meno di non disporre di un caminetto a legna o di una brace; esistono però alcuni consigli e piccoli suggerimenti, che ci possono permettere di ottenere ottime caldarroste senza carbonizzare questo ghiotto frutto e di gustarlo in tutta la sua bontà.
Anzitutto dovrete procurarvi delle castagne più o meno della stessa dimensione e sceglierle una ad una per accertarvi che siano integre e senza alcuna macchia o buco, poi con un coltellino appuntito e affilato, dovrete intaccarne la superficie praticando un taglio di circa 3-4 cm di lunghezza fino ad arrivare alla polpa.
La pentola migliore per cuocere le castagne è la padella bucherellata, però attenzione: se la userete sul fornello a gas rischierete di bruciare la parte esterna prima di averle cotte all’interno, quindi sarà meglio porre sotto alla padella uno spargifiamma, di quelli usati per non fare bruciare sul fondo creme e budini.
Mettete tutte le castagne nella padella e fatele arrostire a fuoco dolce, girandole spesso per cucinarle omogeneamente; a cottura avvenuta toglietele dalla padella e ponetele in un contenitore, meglio se traspirante.
Un trucco per ottenere delle buone caldarroste, da noi provato direttamente, è quello di bagnare un sacchetto di carta (quello del pane andrà bene) e di ricoprirci le castagne in cottura, facendo attenzione che non si asciughi, poichè brucerebbe.
Durante la cottura quindi, bagnatelo di frequente: questo permetterà alle caldarroste di cuocere mantenendo parte della loro umidità, e rimanendo così, più morbide.
Qualcuno usa bagnare le castagne con il vino qualche istante prima del termine della cottura, altri invece le salano leggermente; quello che invece andrebbe fatto, perché sia più facile sbucciarle, è di avvolgerle ancora calde per qualche minuto in un canovaccio inumidito.Provate e vedrete che la buccia verrà via con estrema facilità.
da http://ricette.giallozafferano.it
Caldarroste da abbinare ad un bicchiere di Torbolino (vino nuovo), il primo vino che si può degustare poco dopo la fine della vendemmia.
domenica 16 ottobre 2011
é arrivato l'Autunno: le Castagne
Tipicamente autunnale, la castagna prende il suo nome da quello di un’antica città della Tessaglia, regione settentrionale della Grecia, che sorgeva al centro di estesi castagneti. In Europa ne parlò per primo Senofonte, nel IV secolo a.C. definendo il castagno come albero del pane. In seguito Marziale, nel I secolo a.C., e poi Virgilio descrissero il consumo e la coltivazione delle castagne.
In passato le castagne erano considerate un dono preziosissimo della natura perché potevano sfamare negli inverni più rigidi, si conservavano a lungo, si prestavano a moltissime ricette e addirittura venivano usate come moneta di scambio. I boschi venivano tenuti puliti proprio in attesa della loro caduta, e la raccolta era uno dei momenti più vivaci e allegri delle comunità montane.
Oggi abbiamo perso questa tradizione e con essa il vero valore di questo frutto che dal punto di vista nutrizionale può essere paragonato ad un cereale per la quantità di carboidrati che contiene.
Le loro proprietà nutrizionali sono eccezionali: sono ricche di sali minerali, oligoelementi e vitamine; i loro zuccheri complessi (i carboidrati) sono più digeribili di quelli dei cereali; sono energetiche, combattono le affezioni epatobiliari e intestinali, le malattie renali, le affezioni alle ossa, le alterazioni nervose e muscolari, sono lassative, antisettiche e aiutano il sistema circolatorio.
In passato le castagne erano considerate un dono preziosissimo della natura perché potevano sfamare negli inverni più rigidi, si conservavano a lungo, si prestavano a moltissime ricette e addirittura venivano usate come moneta di scambio. I boschi venivano tenuti puliti proprio in attesa della loro caduta, e la raccolta era uno dei momenti più vivaci e allegri delle comunità montane.
Oggi abbiamo perso questa tradizione e con essa il vero valore di questo frutto che dal punto di vista nutrizionale può essere paragonato ad un cereale per la quantità di carboidrati che contiene.
Le loro proprietà nutrizionali sono eccezionali: sono ricche di sali minerali, oligoelementi e vitamine; i loro zuccheri complessi (i carboidrati) sono più digeribili di quelli dei cereali; sono energetiche, combattono le affezioni epatobiliari e intestinali, le malattie renali, le affezioni alle ossa, le alterazioni nervose e muscolari, sono lassative, antisettiche e aiutano il sistema circolatorio.
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