CANTINA DEL TERRAGLIO è FRUTTO DELLA PASSIONE PER LA TERRA TREVIGIANA, PER I SUOI LUOGHI CARICHI DI STORIA E I SUOI PROFUMI CHE, DALLA CAMPAGNA, TRA SIEPI E CORSI D'ACQUA ARRIVANO ALLE VOSTRE TAVOLE CON UN VINO CHE RISVEGLIA I SENSI E RICHIAMA ALLA TRADIZIONE VENETA.

sabato 28 luglio 2012

Troppo caldo? ...ecco una ricetta light


POLLO AL VINO con POMODORI E OLIVE:

Ingredienti per quattro persone

600 grammi di pollo
300 grammi di pomodori freschi
noce moscata, prezzemolo e pepe q.b.
Un peperoncino
Non serve l’olio quindi, che al massimo può essere aggiunto alla fine nella quantità di un cucchiaio; ma, davvero, non ne avrete bisogno.


Preparazione



Mettete le fettine di pollo in padella e iniziate a far rosolare a fuoco basso; dopo un paio di minuti alzate la fiamma e aggiungete il vino bianco (anche il rosso va bene) in modo da ricoprire il pollo e lasciate cuocere a fuoco medio con un coperchio.
Aspettate circa quindici minuti, perché così la carne, oltre a cuocersi, diventerà più morbida, poi rimuovete il coperchio e aspettate che evapori una parte di vino; quando è rimasto poco liquido aggiungete i pomodori freschi tagliati a tocchetti, le olive e continuate la cottura finché non vedrete che i pomodori si sono ammorbiditi ma mantengono ancora un profumo fresco. 
Si creerà una gustosa salsetta, formata dal liquido residuo del vino e dal pomodoro.
A questo punto aggiungete le spezie, il peperoncino fresco a pezzetti, ripassate per un minuto a fiamma alta, cospargete di prezzemolo e servite.
Il piatto è molto saporito, non c’è bisogno di olio e, volendo, nemmeno di sale.

giovedì 12 luglio 2012

New look per i nostri vini rossi

Etichette 2012 Cabernet e Merlot Cantina del Terraglio

Vieni a scoprire le nuove bottiglie presso il nostro spaccio di via Croce
a Zerman di Mogliano Veneto.

sabato 30 giugno 2012

Involtini di VITE


Involtini di foglie di vite ripiene tipici della tradizione greca, da servire come antipasto o accompagnamento.


Ingredienti
  • 20/40 foglie di vite (dipende dalla loro grandezza)
  • 450 gr di carne macinata
  • 1 cipolla
  • 200 gr di riso
  • 1 uovo
  • menta essiccata
  • 15 g di burro ammorbidito
  • prezzemolo fresco
  • aneto (se piace)
  • succo di mezzo limone
  • sale
  • pepe
  • acqua (se necessaria)
Unire in un recipiente la carne, le cipolle tritate (a piacere possono essere precedentemente rosolate in padella con un po’ d’olio) il riso e le spezie. Se il composto dovesse risultare troppo duro, aggiungere un goccio d’acqua.

A questo punto bisogna formare gli involtini. Stendete la foglia di vite cotta sul piano di lavoro, avendo cura di posizionarla con la parte dello stelo rivolta verso l’alto (dove le nervature della foglia sono in rilievo).
Posizionare un cucchiaio di impasto al centro della foglia.
Arrotolare quindi l’involtino partendo dal basso, fino a ricoprire il ripieno, quindi prendere i bordi laterali e piegarli fino alla metà.
Per finire, continuare a formare l’involtino arrotolandolo dal basso, finchè risulterà un cilindro ben stretto.

Ora la parte della cottura.

Preparare una pentola alta formando sulla base uno strato di foglie di vite. Disporre quindi gli involtini nella pentola e versarvi sopra il burro precedentemente sciolto in una padellina. Riempire quindi la pentola con acqua o brodo, coprire e lasciar cuocere per circa 2 ore.

giovedì 14 giugno 2012

MALTEMPO NEI VIGNETI...


Tromba d'Aria a Venezia 2012
In questa prima decade del mese di giugno l’andamento meteorologico
è rimasto infatti caratterizzato da una forte variabilità, con piovaschi, umidità elevate e momenti soleggiati che hanno accentuato ancor di più un habitat idoneo per lo sviluppo sia della  Peronospora, che dell’Oidio.

In questa fase centrale del ciclo vegetativo si evidenziano maggiormente i diversi stadi fenologici
all’interno dello stesso vigneto e addirittura nella stessa vite, presagendo quindi una futura maturazione dell’uva alquanto complessa ed eterogenea.

Peronospora
In questo periodo bisogna elevare l’attenzione anche nei confronti dell’Oidio.

Oidio
da AGRINOTIZIE CO.DI.TV.

FLAVESCENZA DORATA DELLA VITE 2012

La Regione Veneto con proprio Decreto n.22 del 7 giugno 2012 applica anche quest'anno le MISURE PER LA LOTTA OBBLIGATORIA CONTRO LA FLAVESCENZA DORATA DELLA VITE . Tale obbligo comporta 1 trattamento  insetticida contro la cicalina Scaphoideus titanus vettore della malattia per tutti i
viticoltori dell’intera provincia di Treviso, dell’intera area della DOC Lison-Pramaggiore in
provincia di Venezia e dell’area DOC Breganze in provincia di Vicenza. 
Nel rimanente territorio viticolo della regione Veneto, il trattamento insetticida sarà obbligatorio, ma solo al riscontro nel vigneto della cicalina Scaphoideus titanus.




Generalmente i normali trattamenti insetticidi contro le tignole della vite controllano anche il cicadellide vettore della FD. Qualora questi interventi non si effettuassero o le popolazioni dello Scaphoideus titanus risultassero elevate viene consigliato un trattamento specifico attorno al 15-20 giugno rivolto alle forme giovanili dell’insetto, prima che queste possano trasmettere la malattia. Un successivo intervento (coincidente con quello contro le tignole) viene consigliato dopo circa 15-20 giorni, con l’intento di colpire le cicaline nate successivamente. Un eventuale terzo trattamento si potrà effettuare nella prima decade di agosto contro eventuali adulti pròvenienti da vigneti non trattati.
I principi attivi consigliati sono: Buprofezine, Fenitrothion, Fenitrothion+Triclorfon, Pirida­fenthion, Quinalphos.


domenica 10 giugno 2012

ENOVITIS 2012

L’INNOVAZIONE… SI FA IN VIGNETO




La manifestazione, unica nel suo genere,che offre l’opportunità di poter vedere all’opera centinaia di macchine e attrezzature d’avanguardia per la viticoltura all’interno di un vigneto vero e proprio, si terrà
il 21 e 22 giugno presso l'Azienda Vitivinicola Condè a Fiumana di Predappio, in provincia di Forlì-Cesena

Dall’impianto del vigneto alla lavorazione del suolo e all’irrigazione, dagli atomizzatori agli agrofarmaci, passando per il comparto trattori fino al vivaismo, la parola chiave anche nella viticoltura, è sempre di più: innovazione. E per capire quando l’innovazione è reale, ovvero capace di trasformarsi in un valore aggiunto per un’azienda e la sua attività produttiva, non resta che vederla “lavorare in campo”, mettendola a confronto con le altre proposte di mercato.

E questo è quello che accadrà i prossimi 21 e 22 giugno, in Romagna, sulle colline di Predappio, in provincia di Forlì Cesena, dove presso i vigneti dell’azienda Condè si terrà l’edizione 2012 di ENOVITIS IN CAMPO. Un ritorno, questo, in Romagna perché già nel 2000 la manifestazione itinerante che, unica nel suo genere, rappresenta l’alter ego “in campo” appunto della rassegna milanese ENOVITIS - Salone Internazionale delle Tecniche per la Viticoltura e l’Olivicoltura (la cui ultima edizione si è tenuta a novembre 2011 a Fiera Milano), era stata ospitata dall’azienda Umberto Cesàri a Castel S. Pietro (BO).


Due giorni di “prove macchine”, con protagonista tutta la filiera produttiva: dall'impianto del vigneto alla protezione fitosanitaria, dalle attrezzature per la gestione del suolo alla potatura (trattrici, atomizzatori, fresatrici, erpici, trinciatrici, defogliatrici, cimatrici ecc.) per arrivare alle vendemmiatrici polivalenti adattate per le diverse lavorazioni. Non mancano inoltre prodotti, materiali e dispositivi di controllo per il vigneto (pali, fili, concimi, prodotti fitosanitari, centraline agro-meteo, impianti per l’irrigazione ecc.).


L’ultima edizione di ENOVITIS IN CAMPO (a Ca’ Tron, Treviso, nel giugno 2010) aveva visto alcune novità, come l’organizzazione di momenti di approfondimento in affiancamento all’esposizione di macchine e attrezzature. Anche il 2012 non sarà da meno: sta già infatti girando a pieno ritmo l’organizzazione dell’evento che sta riscuotendo grande interesse dai più importanti costruttori italiani ed esteri di macchine e attrezzature per il vigneto, che hanno preannunciato la loro partecipazione con una vasta gamma di prodotti.
 
Vendemmia Meccanica presso il Vigneto di un socio della Cantina del Terraglio

domenica 29 aprile 2012

LE VILLE VENETE DEL TERRAGLIO

Le dimore dei grandi signori del 700'



Lungo la via che dalla terraferma veneziana porta a Treviso è possibile ripercorrere una delle più importanti strade che conserva la testimonianza di un'aristocrazia veneziana che si concedeva lussuose dimore di villeggiatura in campagna. Il Terraglio, la strada che collega Treviso a Venezia, è una delle strade più famose e più belle del Veneto. Questa antichissima strada lunga circa 20 km fu meta, in concorrenza con la Riviera del Brenta, di quella che il Goldoni definiva smania per la villeggiatura. 


Meta fin dal Cinquecento, fu residenza autunnale e primaverile per i patrizi veneziani, che si muovevano da Venezia a Mestre in gondola, per poi montare su pesanti carrozzoni trainati da buoi, percorrendo così, il Terraglio. 


Il termine "Terraleum", nel significato di terrapieno o terra battuta fa la sua comparsa in numerosi statuti del Comune di Treviso del 1200 circa, dalla cui lettura la strada risulta connessa con un progetto di apertura di un lungo canale navigabile tra Treviso e Mestre, anche se alcuni recenti studi affermano che il tracciato del Terraglio fosse addirittura precedente alla centuriazione romana. I miglioramenti della viabilità stradale attuati da Venezia nel XVI secolo in un'ottica di rivalutazione e riappropriazione della terraferma interessano anche tale asse, intorno a cui si localizza la costruzione delle dimore di villeggiatura veneziana. L'intervento decisivo per l'assetto del Terraglio è però quello attuato in epoca napoleonica, quando la strada fu ampliata, rafforzata e contornata da filari di platani orientali. 


Le ville che fiancheggiano il Terraglio sono ad oggi più di quaranta (non tutte purtroppo visitabili) che si continuano a dare eleganza al lungo viale alberato e alla campagna. Qui di seguito vi riportiamo le 4 più importanti Ville che da Venezia a Treviso si possono ammirare in tutta la loro bellezza:

Villa Tivan (Via Terraglio nr. 15)Situata all'altezza di Carpenedo, Villa Tivan fu edificata nel Settecento dalla famiglia Pezzana, ricchi mercanti di libri e stampe. Alla fine della seconda guerra mondiale fu occupata da un comando inglese e oggi è di proprietà demaniale. In seguito ai recenti restauri, l'ampio parco antistante è ora un giardino pubblico, mentre l'edificio ospita degli uffici.



Villa Algarotti Berchet (Via Terraglio nr. 92)Ricavata da un casino secentesco, Villa Algarotti Berchet fu costruita nel 1740 dagli omonimi fratelli, Francesco, noto illuminista e scrittore e Bonomo, dedito agli affari. Nello stesso anno in cui la famiglia edificarono la villa, gli Algarotti ottennero il titolo nobiliare dal re Federico di Prussia. Elegante e solenne, ad un solo piano rialzato, più un piano di servizio sotto tetto, si discosta dalla tipologia delle Ville-Palazzo, richiamandosi piuttosto ai casoni di campagna. Presidiata da illustri protagonisti nel corso della storia tra cui i fratelli di Luigi XVI°, il Generale Andrea Massena, e il Generale Mittis, dal 1969 fu adibita ad uso scolastico dalle figlie di San Giuseppe, funzione che svolge tutt'oggi.


Villa Mocenigo (Via Terraglio nr. 101)Commissionata dal nobile Senatore Leonardo ad Andrea Palladio, la Villa venne edificata nel 1631 nelle terre dei Mocenigo, sulle sponde del fiume Dese, un tempo navigabile da Venezia. Il progetto della Villa fu pubblicato nel 1570 nei "Quattro libri dell'architettura" del Palladio anche se tuttavia il progetto iniziale ha poco o nulla che fare con l'edificio effettivamente costruito.Alla fine del XVIII secolo le proprietà furono trasferite alla famiglia Morosini, e furono dati in affitto separatamente villa e podere dove inizia la decadenza e l’abbandono. La villa attuale fu realizzata solo nel corso dell'Ottocento, secondo un progetto che appare molto diverso dall'originale.



Villa Franchetti (Via Terraglio nr. 203)Costruita lungo il Terraglio all’altezza di San Trovaso in uno dei luoghi di villeggiatura favoriti dai patrizi veneti, Villa Albrizzi Franchetti, fu innalzata tra il 1680 e il 1700. Sorta come dimora di campagna della famiglia Albrizzi, mercanti di stoffe veneziani, fu in seguito abbellita e completata dalle due barchesse in stile palladiano progettate dal trevigiano Andrea Pagnossin. Danneggiata gravemente durante la Grande Guerra, la Villa è stata di recente recuperata dapprima come sede distaccata dello IUAV (Istituto Universitario di Architettura di Venezia), oggi come ufficio di rappresentanza della provincia di Treviso. Presente inoltre un'enorme parco di circa 11 ettari in stile inglese.